RICORSO AVVERSO LA RIDUZIONE DELLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI.

Gentilissimi, 

Militari delle Forze Armate e Personale delle Forze di Polizia Ordinamento militare e civile

Pensionati del settore pubblico e Pensionati del settore privato percettori di Pensione I.N.P.S..

1. PREMESSA: SIGNIFICATO DELLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI 

La perequazione automatica è la rivalutazione dell’importo pensionistico legata all’inflazione e finalizzata alla protezione del potere d’acquisto. Come a molti noto, dal primo gennaio scorso, l’I.N.P.S. ha provveduto ad attribuire la rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali nella misura del 100% solo ai pensionati che nel 2022 avevano ricevuto assegni mensili per un importo inferiore o uguale ai 2.101,52 euro. Per i rimanenti pensionati, invece, la rivalutazione aveva ricevuto una riduzione con una percentuale calante fino a toccare il 32% per gli assegni superiori ai 5.250 euro. Di fatto, la legge di Bilancio 2023 ha tagliato la rivalutazione per le pensioni di importo superiore a 4 volte il trattamento minimo con percentuali che vanno dal 15% al 68%. 

2. SITUAZIONE DI FATTO: 

A fronte di un’inflazione attestata dall’ISTAT all’8,1%, il 9.11.2022 il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha firmato il Decreto con cui è stato fissato l’indice generale di rivalutazione pensioni nel 7,3% a partire dal 1° gennaio 2023. 

Ciò significa che, in un sistema lineare e coerente, ciascun pensionato avrebbe diritto a veder aumentato il proprio trattamento previdenziale del 7,3%. Così per pensioni di 1.500 euro lordi mensili l’incremento dovrebbe essere di 109,50, per pensioni di 2.000,00 euro di 146,00 euro, per pensioni di 2.500 euro di 182,5, e via discorrendo. 

3. COSA ACCADE IN VERITA’: 

Ebbene, succede che, nonostante tutti i pensionati indipendentemente dal reddito di pensione, subiscano gli effetti dell’inflazione che riduce il loro potere d’acquisto, la perequazione non viene applicata a tutti allo stesso modo

Per il 2022 era stato previsto il calcolo della perequazione secondo 3 fasce progressive di rivalutazione, inversamente proporzionali all’importo della pensione goduta e cioè: 

❖ aumento pari al 100% dell’inflazione, ovvero in misura piena, per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (corrispondente nel 2022 a 525,38 euro); 

❖ aumento pari al 90% dell’inflazione per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo; ❖ aumento pari al 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo. 

Con la Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), tuttavia, è stato previsto che per il 2023 ed il 2024 le fasce di decremento della perequazione saranno 6 e specificatamente: ● nella misura dell’85% per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 6,205%; 

● nella misura del 53% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 3,869%; 

● nella misura del 47% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 3,431%; 

● nella misura del 37% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a dieci volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 2,701%; 

● nella misura del 32% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a dieci volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 2,336%. 

4. AZIONI CHE SI POSSONO INTRAPRENDERE: 

Per fronteggiare questa situazione è necessario innanzitutto inviare un’istanza-diffida all’I.N.P.S. per la rideterminazione della rivalutazione automatica della pensione dovuta per il biennio 2023-2024 e la corresponsione delle differenze spettanti. 

Detta istanza, che verosimilmente non verrà accolta dall’INPS, oltre ad interrompere tutti i termini prescrizionali e decadenziali, è condizione di procedibilità per poter depositare il ricorso alla competente autorità giudiziaria cui verrà chiesto di interessare della questione la Corte Costituzionale per valutare se le riduzioni della perequazione sopra riportate siano effettivamente conformi alla nostra Costituzione. 

5. CHI PUO’ PARTECIPARE AL RICORSO: 

Sono interessati al ricorso non solo gli ex appartenenti alle Forze Armate ma tutti coloro che percepiscono una pensione I.N.P.S

Sono inoltre interessati i titolari di pensioni di reversibilità indirette, indipendentemente dal fatto che esse siano integrate al trattamento minimo. 

La perequazione delle pensioni si applica a tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica, dalle gestioni dei lavoratori autonomi, dalle gestioni sostitutive, esonerative, esclusive, integrative ed aggiuntive. 

6. COME PROCEDERE: 

Chi è interessato a tutelare i propri diritti, partecipando al ricorso dovrà inviare una email allo scrivente Studio Legale MASTROVITO all’indirizzo email: mastrovito.ricorsoperequazione@gmail.com e riceverà il modello dell’istanza da inviare all’INPS, l’elenco dei documenti da inoltrare allo studio legale ed ogni altra istruzione necessaria per procedere nell’iniziativa. 

7. COSTO DELLA PROCEDURA:. 

La quota di adesione al ricorso è di 130,00 euro, comprensivi di onorari e spese, per la partecipazione al ricorso collettivo che verrà presentato innanzi alla Corte dei Conti Regionale per gli ex dipendenti pubblici ed avanti alle Sezioni Lavoro del Tribunale Ordinario per gli ex lavoratori del settore privato. L’adesione al ricorso in questione deve essere formalizzata entro e non oltre il 15 dicembre 2023.

Si rimane a disposizione per qualsivoglia utile chiarimento. 

I miei più cordiali saluti. 

Per informazioni: E-mail: mastrovito.ricorsoperequazione@gmail.com 

Avv. Francesco Paolo MASTROVITO 

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