RICORSO CONCORSO AGENZIA DOGANE E MONOPOLI

Allo Studio Legale MASTROVITO stanno pervenendo molteplici segnalazioni che riguardano l’ultimo concorso bandito dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli per 569 posti nell’area degli Assistenti. In particolare, le lagnanze riguardano parecchi quesiti errati e/o ambigui. Se hai trovato delle discordanze nei quiz, contattaci! Stiamo facendo partire i primi ricorsi ai competenti Tribunali Amministrativi Regionali. Inviaci senza indugio la tua prova concorsuale e provvederemo ad una valutazione gratuita dei tuoi quesiti: email: segreteria@studiolegalemastrovito.com – Tel. 0321 – 1640498
Diritto di critica politica: i toni forti non configurano reato di diffamazione.

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 11571/2025, ha chiarito che l’impiego di espressioni crude non travalicano i limiti della continenza, purché non eccedano in attacchi personali finalizzati ad aggredire l’altrui reputazione e siano caratterizzate da verità oggettiva. Il caso trae origine da un ricorso presentato da un cittadino condannato dalla Corte d’Appello di Salerno per aver pubblicato su “Facebook” un post contenente termini offensivi, quali “assassino” e “maledetti”, nei confronti del sindaco e dei componenti della giunta comunale di Amalfi. Tuttavia, mentre i giudici di merito hanno condannato il cittadino per #diffamazione aggravata, la Suprema Corte ha, invece, statuito che l’impiego iperbolico di tali termini hanno un evidente intento provocatorio, diretto a svolgere una funzione meramente enfatica per sottolineare la gravità dei fatti denunciati nel post. In particolare, se le critiche poste in essere hanno una pertinente forma espositiva, strettamente correlate alla finalità di disapprovazione e non travalichino nell’ingiustificata aggressione nei confronti dell’altrui reputazione, ciò non limita l’utilizzo di tali espressioni che, seppur concretamente offensive, abbiano un mero significato di critica negativa di cui è fondamentale tenere in considerazione alla luce del contesto entro cui viene impiegato. In conclusione, suddette espressioni, seppur connotate da toni forti, sono state ritenute dal supremo consesso e nel caso in specie, rientranti entro i limiti di diritto di critica politica. Studio legale Mastrovito
“Rottamazione-Quater”: riapertura termini per rate scadute

Le persone che hanno aderito alla #“Rottamazione-Quater” ma sono decaduti dal beneficio per non aver versato una o più rate entro il 31 dicembre 2024, oppure non è stato effettuato alcun pagamento, hanno la possibilità di richiedere la riammissione alla definizione agevolata, grazie alle modifiche introdotte dal recente “Decreto Milleproroghe”. Si precisa che per detta proposta dovranno considerarsi solo i debiti già oggetto di un piano di pagamento della “Rottamazione-quater”; quindi, già contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute”, che era stata inviata da Agenzia delle Entrate-Riscossione a seguito all’adesione alla “Rottamazione-quater”. Per poter beneficiare di tale possibilità, occorre presentare una nuova domanda entro il 30 aprile 2025. Lo Studio Legale Mastrovito offre consulenza ed assistenza in materia. #rottamazione #debiti #agenziadelleentrate #studiolegalemastrovito
RESPONSABILITA’ DEI PROFESSIONISTI: SI RISPONDE ANCHE SENZA VANTAGGIO

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 7948/2025, è intervenuta sul tema del concorso nell’illecito di professionista; stavolta viene espresso un orientamento decisamente severo, viceversa alle precedenti statuizioni. In sintesi, secondo gli Ermellini il concorso del commercialista è sanzionabile in ragione del contributo materiale e psicologico, offerto nella realizzazione dell’illecito, prescindendo dal conseguimento di un personale effettivo vantaggio economico. Invero, la Cassazione aveva escluso, almeno fino al 2024, il concorso del professionista per le violazioni tributarie commesse dalla società sua cliente. Infatti, l’art. 7 del Decreto Legge 269/2023 disponeva che le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica. Detta disposizione veniva interpretata nel senso di escludere qualsivoglia responsabilità di terzi nelle sanzioni irrogate a persone giuridiche. Successivamente, l’orientamento mutava, nel senso che, per l’integrazione del concorso, il professionista doveva perseguire “specifici” vantaggi, distinti da quelli della società cliente. In altre termini il beneficio, nel caso del consulente, non poteva identificarsi nel compenso professionale percepito, ma doveva trattarsi di un quid pluris, che andasse oltre il corrispettivo della propria prestazione. Ne conseguiva che il consulente attraverso le proprie competenze tecnico-professionali doveva aver condiviso, o coinvolto, la società nel compimento di condotte illecite, finalizzate all’ottenimento di vantaggi economici non previsti. Ebbene, oggi, la Cassazione, con la citata recentissima sentenza, ha espresso un orientamento interpretativo molto rigido, considerando non necessario un vantaggio economico per rispondere della richiamata responsabilità professionale. Rebus sic stantibus, siamo – con palmare evidenza – innanzi ad un conflitto (meglio, incertezza) interpretativo che dovrebbe interessare – sperabilmente – le Sezioni Riunite, al fine – giustappunto – di addivenire ad un punto fermo sulla questione. Nondimeno, parrebbe (anche) necessario un intervento legislativo teso a definire e delimitare i confini del concorso del professionista. #studiolegalemastrovito #avvocato #professionista #responsabilitàprofessionale #Cassazione #studiolegale #giurisprudenza